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Cinque spunti di riflessione a partire dalla dottrina sociale della Chiesa

11/03/2013
  • Lavoro ed istituzioni economiche (rif. Capitolo VII, paragrafo IV) – Chi ha responsabilità di governo, chi fa impresa, chi offre servizi, chi gestisce risorse finanziarie,  chi dunque sembra dettare le regole del gioco, ma anche il lavoratore che partecipa con il proprio lavoro, con il proprio stile di vita e, quindi, con il proprio contributo di idee, lo fa in un contesto orientato da diversi fattori spesso contrastanti: libero mercato, proprietà privata, bene pubblico, speculazione, bene comune, cooperazione sociale, profitto, progresso, sviluppo sostenibile. Il tutto in un contesto di globalizzazione economico-finanziaria. È nostra convinzione che la promozione di prospettive di occupazione potrà avere un senso di lungo termine solo attraverso l’impostazione di un corretto rapporto fra lavoratori ed istituzioni economiche.
  • Promozione della pace (rif. Capitolo XI) – Ci vogliamo chiedere quanto siamo consapevoli  di poter contribuire, con il nostro lavoro, ad edificare un clima di convivenza sociale (nazionale ed internazionale) orientato verso il bene comune. E vogliamo renderci conto di quando, invece, anche nel nostro lavoro, si instaurano meccanismi  e correnti di pensiero che ostacolano e compromettono questo percorso, verificando in quale modo sia possibile poter introdurre dei cambiamenti, anche piccoli, ma incessanti.
  • Salvaguardia dell’ambiente (rif. Capitolo X) – Vogliamo valutare l’impatto del nostro lavoro e del nostro stile di vita di “consumatori”, ricercando quanto possiamo modificare e migliorare; vogliano prendere coscienza della presenza, anche nel nostro territorio, di tanti “stili di vita” che prendono sul serio la eco-compatibilità, la salvaguardia e la valorizzazione degli eco-sistemi e della bio-diversità, in un’ottica si sviluppo eco-sostenibile e che stanno dando luogo ad organizzazioni del lavoro innovative.
  • Dignità del lavoro (rif. Capitolo VI, paragrafo III) – È importante essere capaci di promuovere una occupazione dignitosa, capace, cioè, di procurarci i mezzi per la sussistenza, di accrescere la nostra umanità, di renderci capaci di dare un contributo alla crescita di una società  solidale, giusta, migliore.
  • Famiglia e lavoro (rif. Capitolo VI, paragrafo IV, lettera c) – Le istanze che provengono dal mondo cattolico, in particolare in questi ultimi anni nei quali l’istituzione famiglia è stata messa a dura prova, sono veramente forti. Possibilità di guadagnare i mezzi per la propria sussistenza o per progettare, nel caso dei giovani, una propria vita familare, possibilità di conciliare tempi per la famiglia e tempi per il lavoro, sostegno socio-sanitario, accesso all’istruzione: tutto ruota intorno alla disponibilità ed all’organizzazione del lavoro.
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